Bicchiere Gulden Draak
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Brouwerij Van Steenberge
Brouwerij Van Steenberge è uno storico birrificio familiare delle Fiandre Orientali, con sede a Evergem (area di Ertvelde), attivo dal 1784 e arrivato oggi alla sesta generazione: nasce con Jean Baptiste De Bruin, passa poi alla famiglia Schelfaut e, tramite matrimonio, al ramo Van Steenberge; nel 1919 viene adottato il nome Brewery Bios e, dal 1998, la guida è nelle mani di Jef Versele, continuando una tradizione fatta non di “ricette segrete”, ma di audacia, sperimentazione e perseveranza (“sperimentalmente tradizionali”). La filosofia produttiva ruota attorno al concetto di “birra viva”: forte specializzazione in alta fermentazione con lieviti propri, maturazione naturale e soprattutto fermentazione secondaria in bottiglia o in botte, per ottenere birre capaci di evolvere nel tempo e di reggere bene la cantina. Il simbolo più iconico è la famiglia Gulden Draak, una specialità belga “senza eguali” per impronta e riconoscibilità: una strong ale scura in stile tripel/quadrupla con rifermentazione e uso di un lievito da vino in secondaria, elemento chiave del suo profilo aromatico; dal 1986 la gamma viene prodotta con luppoli nobili e processi curati (fermentazione superiore, lagerizzazione naturale e seconda fermentazione), e include varianti come Classic, 9000 Quadruple, Brewmaster (con passaggi in legno), Imperial Stout, Smoked, oltre alle versioni Blond e Red, costruendo un “universo” di birre ricche, calde e stratificate. Accanto a Gulden Draak, Van Steenberge è conosciuto anche per etichette diventate classici moderni come Piraat, Augustijn e Fourchette, tutte coerenti con l’idea di specialità belghe dal carattere artigianale e dall’evoluzione gustativa. Sul fronte riconoscimenti, il birrificio vanta risultati di rilievo ai World Beer Awards: nel 2025 ha annunciato 12 medaglie, con diverse birre premiate Gold + Country Winner, tra cui Gulden Draak Classic, Gulden Draak Imperial Stout, Gulden Draak Red, Gulden Draak Smoked e Piraat, confermando la solidità della sua “scuola” produttiva e la competitività internazionale dei suoi cavalli di battaglia.
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