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Il Belgio, nonostante le sue ridotte dimensioni, è universalmente considerato il paese della Birra tanto che l'UNESCO, nel novembre 2016, ha inserito la birra belga e la cultura birraria locale nel novero dei patrimoni intangibili dell'umanità. In Belgio, ovunque, si respira birra: oltre ad essere la bevanda nazionale, sono numerosissimi gli eventi a tema realizzati e molto alta è la percentuale di abitanti che direttamente o indirettamente operano nel settore. Ciò che però impressiona è come la cultura birraria permei il tessuto sociale e informazioni, ricette, processi produttivi e aneddoti vengano gelosamente custoditi e tramandati di generazione in generazione. Si ritiene che gli oltre 200 birrifici belgi producano complessivamente più di 1500 tipologie di birra attraverso processi e modalità fermentative differenti.

Se volessimo parlare degli stili più facilmente riconducibili alla storia brassicola del paese, non potremmo non partire dai lambic. Queste birre belghe vengono prodotte con una miscela di cereali in cui vi deve essere almeno un 30% di frumento non maltato, con luppolo invecchiato almeno tre anni (che quindi ha perso le proprità aromatiche e amaricanti ma apporta proprietà antisettiche e antiossidanti), e soprattutto senza inoculare lievito ma lasciando che sia la natura a fare il suo dovere fermentando spontaneamente il mosto prodotto attraverso lieviti selvaggi e batteri. Dopo una lunga fermentazione in botte, che può durare anche tre anni, si ottiene un prodotto di circa 5 gradi alcolici, piatto e con profilo organolettico molto caratteristico e difficile da apprezzare per i neofiti dello stile. I lambic possono essere consumati così oppure essere base di partenza per altre produzioni: le gueuze ottenute miscelando lambic giovane a lambic vecchio ottenedo così un prodotto ben carbonato; le kriek in cui si aggiungono ciliegie acidule al lambic; le Framboise ottenute dall'aggiunta di lamponi freschi al lambic; il Faro in cui al lambic si aggiunge zucchero candito scuro e altre ancora.

Le Witbier (birre bianche) o Blanche sono invece birre prodotte a partire da una miscela di malto d'orzo e frumento non maltato e con l'aggiunta di cariandolo e buccia di arancia amara. E' uno stile storico che però negli anni 50 stava andando a perdersi per l'inarrestabile chiusura dei birrifici che ne producevano. Fu grazie all'intervento di Pierre Celis che lo stile si salvo e oggi ne possiamo apprezzare le caratteristiche.

Le Saison sono birre belghe fruttate e speziate, leggermente acidule, dal grado alcolico contenuto e molto facili da bere. Sono le classiche birre che venivano distribuite ai lavoratori nei campi della Vallonia (la regione da cui hanno origine). Ai tempi era difficle avere accesso a riserve d'acqua potabile e bere birra era un'ottima alternativa visto che alcol e luppolo ne limitavano le contaminazioni. 

Nella regione delle Fiandre invece si sono ricavate un ruolo di tutto rispetto le Sour Red/Brown tra cui rientrano le Flanders Red Ale (Flemish red) e le Oud Bruin. Queste birre belghe seguono un processo di fermentazione mista: vengono prodotte ad alta fermentazione ma poi seguono un processo di maturazione in cui giocano un ruolo fondamentale i batteri acetici e lattici. Anche queste birre, caratterizzate da una forte acidità, non sono semplici da approcciare ma offrono molte soddisfazioni a chi ne apprezza le sfumature.

Le Belgian Ale sono produzioni tipiche delle Fiandre che però hanno avuto forti contaminazioni dal Regno Unito. Il mercato offre tipologie diverse, sia in termine di colore che di grado alcolico, però queste birre sono tipicamente contraddistinte da note maltate e da profumi fruttati e speziati.

Non sono stili, ma non possiamo non parlare delle Birre d'abbazia e delle Birre Trappiste. Le prime sono birre che in origine erano prodotte dai monaci all'interno di abbazie mentre oggi è consentito considerare tali anche birre prodotte da birrifici esterni al complesso monastico che tuttavia hanno rilevato dai monaci i diritti per lo sfruttamento del nome. Le birre trappiste sono invece prodotte all'interno di monasteri dell'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza (monasteri trappisti) in cui i frati gestiscono la produzione ai fini del sostentamento del monastero.

Belgio

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