Orval

Brasserie d'Orval

Il monastero di Orval, che sorge a Florenville nell'estremo sud del Belgio al confine con la Francia, è una splendida struttura che ogni anno richiama decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Non solo è possibile visitare il monastero ma lo è anche soggiornare nella foresteria e consumare le specialità prodotte dai monaci, tra cui birra, pane e formaggio.

Leggenda narra che il nome Orval risalga alla visita in questi luoghi della Grancontessa Matilde di Canossa che, perso in un lago il proprio anello nuziale, pregò la Vergine Maria perché glielo facesse ritrovare: quando una trota riemerse in superficie portando in bocca l'anello, lei esclamò "Questa è proprio una Valle d'Oro!". Nel 1934 venne registrato il logo ancor oggi utilizzato dal birrificio che ritrae una trota con l'anello d'oro in bocca.

Nel 1070 un gruppo di monaci benedettini provenienti dalla Calabria si stabilì in questa zona e cominciò la costruzione di una chiesa sui resti di una cappella del X secolo.

Nel 1132 una comunità di cistercensi s’insediò nel monastero lasciato libero dai benedettini.

Nel 1252 il monastero fu completamente distrutto da un incendio e ci volle circa un secolo prima che potesse tornare al suo antico splendore. Nel corso dei secoli fu saccheggiato e devastato diverse volte finché, durante la Rivoluzione francese, venne nuovamente dato alle fiamme e i monaci abbandonarono la struttura. Le rovine furono acquistate dalla facoltosa famiglia Harenne nel 1887 e cedute all'Ordine Cistercense che riuscì a ricostruire il complesso con la consacrazione della Chiesa nel 1948.

Il birrificio venne avviato non per dare lavoro ai monaci ma per contribuire al sostentamento del monastero. Orval produce una sola birra, che si distingue considerevolmente dalle altre produzioni trappiste. Il Goût d'Orval (Gusto d'Orval) è conferito in buona parte dai brettanomyces utilizzati nel processo produttivo: questi lieviti selvaggi conferiscono acidità, alleggeriscono il corpo della birra trasformando zuccheri altrimenti non fermentabili e conferiscono caratteristiche note di cuoio. Queste caratteristiche, accentuate dall'utilizzo di acqua ricca di bicarbonati, producono un profilo organolettico simile a quello di alcune saison prodotte nello stesso territorio.

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