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Birraio dell’Anno 2025: trionfa Agostino Arioli

Pubblicato il: 22/01/2026 22:06:58 - Categorie: News

Birraio dell’Anno 2025 a Firenze: Agostino Arioli (Birrificio Italiano)
Birraio dell’Anno 2025: Firenze, Teatro Cartiere Carrara. Focus su Agostino Arioli e sulla nuova generazione brassicola.

Il 18 gennaio 2026 a Firenze, Birraio dell’Anno ha incoronato un nome che, per molti appassionati, è sinonimo di rigore e “bevibilità intelligente”: Agostino Arioli del Birrificio Italiano. In questo articolo trovi la graduatoria completa dei 20 finalisti, l’evidenza dedicata al Birraio Emergente 2025 e un focus approfondito su Arioli, tra storia, innovazione e un paio di aneddoti che raccontano molto più di tante schede tecniche.

Birraio dell’Anno: cos’è e perché conta

Birraio dell’Anno è un premio che fotografa lo stato dell’arte della birra artigianale italiana attraverso il voto di addetti ai lavori, degustatori e operatori del settore. Non è solo una coppa: è un termometro su chi sta interpretando meglio tecnica, visione e coerenza produttiva in un determinato momento storico.

L’edizione appena andata in scena a Firenze ha visto protagonisti i 20 candidati al titolo e i finalisti della categoria emergente, con premiazioni sul palco nel pomeriggio di domenica 18 gennaio 2026.

Agostino Arioli: il profilo del vincitore

Parlare di Agostino Arioli significa parlare di un modo di intendere la birra che ha segnato un prima e un dopo nella scena italiana. Fondatore e anima del Birrificio Italiano, Arioli è spesso associato a un’idea tanto semplice da enunciare quanto difficile da realizzare: birre “facili” da bere, ma difficili da produrre. Bevibilità non come compromesso, bensì come risultato di precisione.

Arioli in 5 punti (per capirlo al volo)

  1. Rigore tecnico: pulizia aromatica, controllo della fermentazione, attenzione maniacale ai dettagli.
  2. Centralità del luppolo: non “più amaro”, ma “più espressivo” e coerente con lo stile.
  3. Stile e sostanza: l’identità del Birrificio Italiano è riconoscibile senza effetti speciali.
  4. Didattica del gusto: birre che educano il palato, senza chiedere permessi.
  5. Influenza generazionale: un riferimento per molti birrai, dentro e fuori dall’Italia.

Se oggi la craft italiana può permettersi una discussione matura su stili, interpretazioni e “scuole”, è anche perché figure come Arioli hanno costruito un linguaggio comune: meno moda, più metodo.

Tipopils e “Italian Pils”: quando una birra fa scuola

C’è un’etichetta che, da sola, vale come capitolo di storia: Tipopils. E' indubbiamente il capolavoro di Agostino: nessuno prima di lui aveva immaginato di caratterizzare le pils con un dry hopping con luppoli nobili. Tipopils è diventata un riferimento di un nuovo stile, apprezzato e conosciuto nel mondo, le Italian Pils.

Da provare (se vuoi capire davvero il “fenomeno”):
Tipopils – Birrificio Italiano
Bicchiere Tipopils (per berla come si deve)

Per i neofiti: la “magia” non è la potenza, ma l’equilibrio. Profumo, secchezza, eleganza, un amaro presente ma mai ruvido, e quella capacità rara di invitare al sorso successivo senza perdere carattere.

La “mosca verde”: Extra Hop e luppolo in fiore

Se Tipopils è la scuola, Extra Hop è uno dei suoi rituali più iconici. Nel tempo si è parlato spesso della “mosca verde”: un fiore di luppolo appoggiato sulla schiuma, da “affogare” nel bicchiere per percepirne i profumi in modo diretto. Un gesto semplice, quasi teatrale, che racconta bene l’approccio di Arioli: non solo fare birra, ma spiegare la birra.

Nel nostro shop: se vuoi entrare nel mondo “luppolo in fiore”, dai un’occhiata a
Extra Hop – Birrificio Italiano.

Birraio dell'anno 2025 - la graduatoria completa

Ecco la graduatoria completa dei 20 finalisti con birraio/i, birrificio e località.

Pos. Birraio/i Birrificio Località
1 Agostino Arioli e Maurizio Folli Birrificio Italiano Limido Comasco (CO)
2 Marco Valeriani Alder Seregno (MB)
3 Elia Pina 50&50 Varese (VA)
4 Giovanni Faenza Ritual Lab Formello (RM)
5 Cecilia Scisciani e Matteo Pomposini MC 77 Serrapetrona (MC)
6 Samuele Cesaroni Brasseria della Fonte Pienza (SI)
7 Marco Benda, Matteo Voliani e Stefano Botto Cantina Errante Barberino Tavarnelle (FI)
8 Conor Gallagher Deeks Hilltop Bassano Romano (VT)
9 Josif Vezzoli Elvo Graglia (BI)
10 Giorgio Masio Altavia Quiliano (SV)
11 Pietro Di Pilato Brewfist Codogno (LO)
12 Simone Bedeschi Bajön Porto Corsini (RA)
13 Luca Dalla Torre Bondai Sutrio (UD)
14 Luca Tassinati Liquida Ostellato (FE)
15 Marco Raffaeli Mukkeller Porto Sant’Elpidio (FM)
16 Flaviano Brandi Bibibir Castellalto (TE)
17 Enrico Ciani Birra dell’Eremo Assisi (PG)
18 Luciano Landolfi Eastside Latina (LT)
19 Filip Lozinski Wild Raccoon Cussignacco (UD)
20 Luigi Recchiuti Opperbacco Notaresco (TE)

Birraio Emergente 2025: vince Andrea Nardi

1) Andrea NardiLinfa Brewery (Roma)

Il premio “emergente” è un segnale importante: indica dove sta andando la scena, quali progetti giovani hanno già una visione chiara e una qualità costante. Linfa si è fatta notare per un percorso che incrocia ispirazioni british e precisione sulle basse fermentazioni, con uno sguardo moderno.

2) Lorenzo MonacciMudita (Stagno, LI)

3) Stefano FurlanettoDe Lab Fermentazioni (Diano d’Alba, CN)

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