Tipi di IPA: guida alle differenze tra West Coast, NEIPA, Session, Double e le altre
American IPA, West Coast IPA, NEIPA, Hazy IPA, Session IPA, Double IPA, Cold IPA, Modern IPA. E poi DDH, Cryo, Single Hop, Milkshake e Black IPA. Chi si avvicina alle IPA rischia rapidamente di trovarsi davanti a una selva di nomi e sigle. Ma i diversi tipi di IPA sono meno complicati di quanto sembrino, se impariamo a capire cosa indicano davvero.
In breve
- American IPA: luppolo protagonista, buon amaro e finale generalmente secco.
- West Coast IPA: ancora più secca, snella e caratterizzata da un amaro netto.
- NEIPA / Hazy IPA: morbida, torbida, molto fruttata e con amaro generalmente meno aggressivo.
- Session, Double e Triple IPA: indicano soprattutto diversi livelli di intensità e gradazione.
- DDH, Cryo e Single Hop non sono necessariamente stili: descrivono soprattutto ingredienti o tecniche produttive.
- IPA non significa più una sola cosa
- Come capire le differenze tra le IPA
- English IPA
- American IPA
- West Coast IPA
- Modern IPA
- NEIPA e Hazy IPA
- Session IPA e Micro IPA
- Double IPA e Triple IPA
- Cold IPA e India Pale Lager
- Le Specialty IPA
- Milkshake, Sour e Fruited IPA
- DDH, Cryo e Single Hop
- Quale IPA scegliere?
- Come confrontare le IPA
- Errori comuni e falsi miti
- FAQ
IPA non significa più una sola cosa
La sigla IPA significa India Pale Ale e nasce all'interno della tradizione birraria britannica. Nel corso degli anni, però, soprattutto grazie alla rivoluzione craft americana, il termine si è trasformato fino a identificare una vera famiglia di birre.
Oggi dire semplicemente “una IPA” ci dice relativamente poco. Due birre che riportano IPA sull'etichetta possono essere quasi agli opposti: una limpida, secca e decisamente amara; l'altra torbida, cremosa e dominata da aromi di mango, pesca e frutto della passione.
Inoltre, non tutti i nomi che troviamo sulle lattine hanno lo stesso significato. Alcuni identificano tipologie ben definite, altri varianti più recenti, altri ancora descrivono semplicemente una tecnica produttiva.
Come capire le differenze tra le IPA
Amaro
Quando si parla di IPA è inevitabile parlare di amaro. Talvolta sulle etichette compare il valore IBU, International Bitterness Units, un indice che misura la quantità di sostanze amaricanti provenienti principalmente dal luppolo.
Attenzione però: più IBU non significa automaticamente una birra percepita come molto più amara. La sensazione finale dipende anche dalla dolcezza residua, dal corpo, dall'alcol, dalla carbonazione e dall'equilibrio complessivo.
Corpo e secchezza
Il corpo è la sensazione di peso e consistenza che percepiamo in bocca. Una West Coast IPA tende generalmente a essere snella e asciutta, mentre una Hazy IPA può risultare più piena e morbida.
È una differenza fondamentale perché modifica anche il modo in cui percepiamo il luppolo e l'amaro.
Aroma
Nelle IPA moderne il luppolo non serve soltanto a dare amaro. È soprattutto una straordinaria fonte di profumi.
A seconda delle varietà utilizzate possiamo trovare note di agrumi, resina, pino, frutta tropicale, pesca, albicocca, uva, frutti di bosco, erbe e molte altre sfumature.
Una tecnica molto utilizzata è il dry hopping, cioè l'aggiunta di luppolo durante o dopo la fermentazione soprattutto per aumentarne l'impatto aromatico.
Se vuoi approfondire il ruolo del luppolo puoi leggere anche la nostra guida completa al luppolo nella birra.
Gradazione alcolica
Sulle etichette troviamo normalmente l'ABV, Alcohol By Volume, cioè il grado alcolico espresso in percentuale.
Una Micro IPA può avere una gradazione molto contenuta, mentre Double e Triple IPA possono diventare birre decisamente importanti.
- English IPA: da dove parte la storia
Prima delle interpretazioni americane c'è naturalmente la tradizione britannica.
Una English IPA tende ad avere una presenza del malto più evidente rispetto alle moderne IPA americane. Possono emergere note di pane, biscotto, leggero caramello o tostatura.
Il luppolo rimane importante, ma il suo profilo può orientarsi verso caratteristiche floreali, erbacee, speziate e agrumate più delicate.
- American IPA: il riferimento moderno
L'American IPA è uno dei punti di riferimento fondamentali per capire l'evoluzione moderna dello stile.
Il luppolo occupa chiaramente il centro della scena, mentre il malto tende a rimanere sullo sfondo senza diventare invadente.
Il profilo aromatico può spaziare tra agrumi, pino, resina, frutta tropicale e frutta a nocciolo. L'amaro è generalmente evidente e il finale piuttosto secco.
Non esiste quindi un unico “sapore da American IPA”: molto dipende dalle varietà di luppolo e dalla ricetta utilizzata.
- West Coast IPA: secca, limpida e amara
La West Coast IPA rappresenta uno dei volti più riconoscibili della cultura craft americana.
Il concetto è abbastanza semplice: creare una base molto asciutta e pulita che permetta al luppolo di esprimersi senza ostacoli.
Il colore è generalmente chiaro, il corpo snello e il finale decisamente secco. Le note dolci e caramellate presenti in alcune vecchie IPA americane vengono oggi normalmente mantenute molto contenute.
L'amaro è importante, ma dovrebbe essere netto e preciso anziché ruvido.
Le interpretazioni più classiche sono spesso associate ad agrumi, resina e pino. Le versioni contemporanee utilizzano però anche luppoli capaci di esprimere note tropicali e fruttate.
Come riconoscere una West Coast IPA
Limpida, Secca, Corpo snello, Amaro deciso, Luppolo intenso
- Modern IPA: tra West Coast e NEIPA
La Modern IPA è uno dei termini più interessanti ma anche meno rigidamente definiti del panorama attuale.
Non esiste infatti una definizione ufficiale universalmente condivisa. Il termine viene spesso utilizzato per birre che cercano una sorta di punto d'incontro tra West Coast IPA e NEIPA.
Da una parte troviamo la secchezza e la bevibilità della West Coast. Dall'altra l'intensità aromatica e il carattere fruttato delle Hazy IPA.
Una Modern IPA può quindi essere limpida o leggermente velata, intensamente aromatica, con amaro presente ma normalmente meno tagliente di una West Coast e un corpo meno pieno di una NEIPA.
- NEIPA e Hazy IPA: morbide, fruttate e torbide
Poche evoluzioni hanno cambiato il mondo IPA quanto la New England IPA, abbreviata generalmente in NEIPA.
Rispetto alla West Coast cambia quasi tutto.
Il profilo aromatico punta fortemente verso agrumi, pesca, mango, ananas, frutto della passione e altri caratteri fruttati. Il corpo tende a essere più morbido e pieno, mentre l'amaro percepito è normalmente meno aggressivo.
E naturalmente c'è la caratteristica più evidente: la torbidità.
NEIPA e Hazy IPA sono la stessa cosa?
Nell'uso quotidiano i due termini vengono spesso utilizzati quasi come sinonimi.
NEIPA richiama direttamente la regione statunitense del New England, nella quale questa interpretazione si è sviluppata. Hazy IPA è diventata invece una denominazione più ampia per questo universo di IPA torbide, morbide e fortemente aromatiche.
Una precisazione importante: Hazy non significa semplicemente torbida.
Una buona Hazy IPA non dovrebbe essere opaca soltanto perché contiene grandi quantità di lievito in sospensione. Aspetto, morbidezza, composizione dei cereali, luppolatura e gestione della fermentazione concorrono insieme al risultato finale.
West Coast o Hazy IPA?
West Coast: se cerchi secchezza, limpidezza e amaro netto.
Hazy / NEIPA: se preferisci morbidezza, aromi fruttati e un amaro generalmente più gentile.
- Session IPA e Micro IPA: quando conta la bevibilità
Session IPA
Il termine Session indica una birra pensata per essere più leggera e facilmente bevibile.
Applicato alle IPA significa tentare di conservare un carattere aromatico intenso e una buona presenza del luppolo riducendo però la gradazione alcolica.
Le linee guida della Brewers Association pongono per le Session IPA un limite massimo del 5% vol., mentre il BJCP colloca la versione Session indicativamente tra 3 e 5% vol.
Produrre una buona Session IPA non è semplice. Riducendo la quantità di malto e l'alcol diminuisce anche la struttura capace di sostenere il luppolo.
Quando l'equilibrio funziona, però, il risultato può essere particolarmente interessante: molto aroma e alta bevibilità.
Micro IPA
La Micro IPA porta lo stesso concetto ancora più avanti.
Non esiste una soglia ufficiale universalmente condivisa. Il termine viene normalmente utilizzato per IPA molto leggere, spesso sotto il 4% vol. e talvolta vicine al 3%, ma costruite per mantenere comunque un'intensa presenza aromatica.
Il confine con la Session IPA rimane inevitabilmente sfumato.
- Double IPA, Hazy DIPA e Triple IPA
Double IPA o DIPA
La Double IPA, spesso abbreviata in DIPA, aumenta intensità, struttura, gradazione e quantità di luppolo rispetto a una normale American IPA.
Il BJCP colloca la gradazione indicativamente tra 7,5 e 10% vol.
Questo non significa però che una Double IPA debba essere semplicemente una IPA con tutto raddoppiato.
L'aumento del malto e dell'alcol richiede una luppolatura capace di mantenere equilibrio e bevibilità. Una buona DIPA può quindi essere molto intensa senza risultare necessariamente pesante.
Hazy Double IPA
La filosofia Hazy può essere applicata anche alle Double IPA.
Nascono così definizioni come Hazy Double IPA, Hazy DIPA o Double NEIPA: birre dalla gradazione elevata e dall'intensa luppolatura, ma caratterizzate da corpo morbido, forti aromi fruttati e amaro relativamente contenuto.
Triple IPA o TIPA
La Triple IPA, spesso abbreviata in TIPA, porta ancora più avanti il concetto.
Generalmente ci si muove attorno o sopra il 10% vol., ma non esiste uno standard internazionale unico che stabilisca un confine preciso.
La difficoltà principale è mantenere una sufficiente secchezza evitando che alcol e dolcezza coprano completamente il luppolo.
Esistono anche birre definite Quadruple IPA o QIPA, ma in questo caso la denominazione è soprattutto commerciale e non corrisponde a uno standard condiviso.
- Cold IPA e India Pale Lager: sembrano simili, ma non sono la stessa cosa
India Pale Lager o IPL
Una India Pale Lager, abbreviata spesso in IPL, porta l'idea di una forte luppolatura nel mondo delle lager.
La fermentazione tende a lasciare un profilo particolarmente pulito, permettendo al luppolo di rimanere in primo piano.
Cold IPA
La Cold IPA è un concetto più recente e nasce con l'obiettivo di ottenere una IPA estremamente secca, pulita e scattante.
Può utilizzare lieviti normalmente associati alle lager ma gestiti a temperature differenti rispetto a una tradizionale fermentazione a bassa temperatura. Nella ricetta possono comparire anche cereali come riso o mais per alleggerire ulteriormente il corpo.
Il risultato cercato è una base molto asciutta e neutra sulla quale il luppolo possa esprimersi con grande precisione.
IPL e Cold IPA in poche parole
IPL: possiamo semplificarla come una lager fortemente luppolata.
Cold IPA: nasce invece esplicitamente come IPA molto secca e pulita, sfruttando anche strumenti produttivi provenienti dal mondo lager.
- New Zealand IPA: quando conta l'origine del luppolo
Nella New Zealand IPA l'identità deriva soprattutto dall'utilizzo di varietà di luppolo neozelandesi.
Il loro profilo può spaziare tra agrumi, frutta tropicale, uva, frutta a nocciolo, note erbacee e sfumature molto particolari che cambiano naturalmente da varietà a varietà.
Non significa quindi che tutte le New Zealand IPA abbiano lo stesso sapore: significa che il carattere dei luppoli della Nuova Zelanda è il fulcro della birra.
- Quando cambia anche qualcos'altro: le Specialty IPA
Esistono poi IPA nelle quali a cambiare non è soltanto il luppolo. Possono entrare in gioco malti differenti, cereali particolari, lieviti belgi o colori molto più scuri.
Il BJCP raccoglie diverse di queste interpretazioni sotto la definizione di Specialty IPA.
Belgian IPA
La Belgian IPA combina una luppolatura importante con il carattere dei lieviti di scuola belga.
Accanto al luppolo possono quindi comparire aromi fruttati e speziati prodotti durante la fermentazione.
White IPA
La White IPA nasce concettualmente dall'incontro tra American IPA e Witbier belga.
Il frumento può contribuire a morbidezza e freschezza, mentre lievito e possibili spezie come coriandolo o scorza d'arancia aggiungono ulteriori sfumature aromatiche. Il luppolo deve comunque rimanere protagonista.
Black IPA
Il nome sembra quasi una contraddizione: come può una Pale Ale essere nera?
La Black IPA, chiamata anche Cascadian Dark Ale, è una IPA scura nella quale i malti tostati devono rimanere sotto controllo.
Possono comparire leggere note di cacao, caffè o pane tostato, ma la birra non dovrebbe trasformarsi in una Stout fortemente luppolata.
La chiave rimane l'impostazione IPA: secchezza, luppolo protagonista e componente torrefatta di supporto.
Red IPA
La Red IPA presenta una componente maltata più evidente rispetto a una classica American IPA.
Il colore vira verso il rosso o l'ambrato e possono emergere note di caramello, pane tostato o toffee, mantenendo però una luppolatura importante.
Brown IPA
Nella Brown IPA la parte maltata può ricordare nocciola, cacao, caramello o pane tostato, senza però arrivare al carattere di una Porter.
Rye IPA
Nella Rye IPA entra in gioco la segale, che può contribuire con sfumature speziate o pepate e una particolare sensazione in bocca.
La struttura di base rimane però quella di una IPA americana.
Brut IPA
La Brut IPA è una delle evoluzioni più particolari degli ultimi anni.
È molto chiara, estremamente secca e generalmente caratterizzata da una carbonazione vivace. Può ricordare per certi aspetti la sensazione di uno spumante secco, pur mantenendo un'importante componente aromatica del luppolo.
Dopo un periodo di grande visibilità è diventata meno comune, ma rimane una tipologia riconosciuta nelle linee guida BJCP.
- Milkshake, Sour e Fruited IPA: quando i confini si allargano
Milkshake IPA
La Milkshake IPA nasce nell'universo delle Hazy IPA e punta deliberatamente su morbidezza, dolcezza e cremosità.
Può utilizzare lattosio, uno zucchero che i normali lieviti da birra fermentano con difficoltà, insieme a ingredienti come vaniglia o frutta.
Il risultato può avvicinarsi, almeno concettualmente, a un frullato di frutta in versione birraria.
Sour IPA
Nella Sour IPA il carattere del luppolo incontra l'acidità.
Le interpretazioni possono essere molto diverse: alcune più secche e agrumate, altre morbide e fortemente fruttate.
Fruited IPA
Il termine Fruited IPA indica semplicemente una IPA prodotta con aggiunta di frutta.
La base può essere una American IPA, una Hazy IPA, una Sour IPA o persino una Double IPA.
- East Coast IPA e Mountain IPA: definizioni da prendere con elasticità
Alcuni termini compaiono sulle etichette senza avere parametri universalmente condivisi.
East Coast IPA
East Coast IPA è oggi una definizione piuttosto ambigua.
Storicamente poteva indicare interpretazioni americane orientali più morbide e fruttate rispetto alle West Coast. Con l'affermazione delle NEIPA il termine si è però progressivamente sovrapposto al mondo Hazy.
Mountain IPA
Mountain IPA viene talvolta utilizzato per birre che cercano una posizione intermedia tra West Coast e NEIPA: molto aromatiche e fruttate, ma generalmente più asciutte e amare di una classica Hazy.
In entrambi i casi si tratta di definizioni utili per orientarsi, ma non bisogna aspettarsi che tutti i birrifici le interpretino nello stesso modo.
- DDH, TDH, Cryo e Single Hop: non sono nuovi stili
Qui nasce una delle confusioni più frequenti nel mondo IPA.
Sull'etichetta possiamo trovare scritto, per esempio, DDH IPA. Questo non significa necessariamente che DDH identifichi un nuovo stile.
DDH e TDH
DDH significa Double Dry Hopped e indica una luppolatura a freddo particolarmente intensa o realizzata attraverso più aggiunte.
TDH significa Triple Dry Hopped e porta la stessa logica ancora più avanti.
Non esiste però una quantità universale di luppolo che faccia automaticamente diventare una birra DDH o TDH.
Una birra può quindi essere una DDH West Coast IPA, una DDH NEIPA oppure una DDH Double IPA.
Single Hop IPA
Single Hop significa che il profilo della luppolatura è costruito attorno a una sola varietà.
Una Single Hop Mosaic IPA, per esempio, permette di mettere particolarmente in evidenza il carattere del luppolo Mosaic.
Fresh Hop e Wet Hop IPA
In queste birre vengono utilizzati luppoli appena raccolti e lavorati molto rapidamente, invece dei più comuni luppoli essiccati o trasformati.
Anche in questo caso il nome descrive soprattutto la materia prima e la tecnica utilizzata.
Cryo IPA
“Cryo” indica l'utilizzo di prodotti concentrati ottenuti dal luppolo, ricchi soprattutto della componente aromatica e resinosa.
Non esiste quindi un gusto universale da Cryo IPA: questi prodotti possono essere utilizzati in West Coast, NEIPA, Double IPA e molte altre interpretazioni.
Se vuoi capire meglio questa tecnologia, abbiamo dedicato un approfondimento specifico al luppolo Cryo e alle differenze rispetto al luppolo tradizionale.
Thiolized IPA
Il termine Thiolized IPA è legato ai tioli, composti aromatici presenti in quantità molto piccole ma capaci di contribuire a intense sensazioni tropicali e agrumate.
Alcuni lieviti e tecniche produttive moderne permettono di aumentarne l'espressione aromatica.
Anche “Thiolized”, quindi, descrive soprattutto il modo in cui è stato costruito il profilo aromatico della birra e non uno stile indipendente.
Una mappa rapida: quale IPA scegliere?
| Se cerchi... | Prova soprattutto... |
|---|---|
| Amaro netto e finale secco | West Coast IPA |
| Equilibrio tra amaro e aroma | American IPA |
| Frutta, morbidezza e amaro gentile | NEIPA / Hazy IPA |
| Grande aroma ma maggiore secchezza rispetto a una NEIPA | Modern IPA |
| Una IPA poco alcolica e molto bevibile | Session IPA |
| Una IPA ancora più leggera | Micro IPA |
| Intensità e gradazione elevate | Double IPA |
| Intensità estrema | Triple IPA |
| Pulizia e secchezza molto marcate | Cold IPA |
| Carattere dei luppoli neozelandesi | New Zealand IPA |
| Lievito speziato e fruttato | Belgian IPA |
| Malti tostati e luppolo | Black IPA |
| Malto più evidente e colore ambrato | Red IPA |
| Carattere speziato della segale | Rye IPA |
| Secchezza estrema e carbonazione vivace | Brut IPA |
| Dolcezza e cremosità | Milkshake IPA |
| Acidità e luppolo | Sour IPA |
Come degustare e confrontare le IPA
Se vuoi capire davvero le differenze tra i vari tipi di IPA, il modo più efficace non è imparare a memoria le definizioni: è confrontare direttamente birre con impostazioni diverse.
Una piccola degustazione particolarmente istruttiva potrebbe mettere nello stesso momento tre bicchieri:
- West Coast IPA
- American IPA
- Hazy IPA o NEIPA
1. Guarda
Osserva colore e limpidezza. La West Coast tenderà generalmente a essere più limpida, mentre una Hazy mostrerà una velatura evidente.
2. Annusa
Non concentrarti soltanto sull'intensità del profumo. Cerca di distinguere le famiglie aromatiche: agrumi, resina, pino, mango, pesca, uva, erbe o frutti tropicali.
3. Assaggia
Presta attenzione soprattutto a tre elementi: corpo, secchezza e amaro.
La West Coast tenderà verso secchezza e amaro. La Hazy verso morbidezza e frutto. L'American IPA si può collocare in un territorio intermedio, pur con moltissime interpretazioni possibili.
L'importanza della freschezza nelle IPA
Per le IPA la freschezza è particolarmente importante.
Molti dei composti aromatici del luppolo sono delicati e possono modificarsi nel tempo, soprattutto in presenza di calore, luce e ossigeno.
Questo non significa che una IPA diventi improvvisamente imbevibile dopo una determinata data. Significa però che nelle IPA fortemente aromatiche una corretta conservazione è fondamentale per apprezzare al meglio il profilo pensato dal birraio.
Se vuoi approfondire l'argomento puoi leggere anche la nostra guida su TMC, conservazione e durata della birra.
Errori comuni e falsi miti sulle IPA
“Più IBU significa automaticamente più amaro”
Non necessariamente. Gli IBU sono un'indicazione utile, ma non descrivono da soli la percezione dell'amaro. Corpo, dolcezza residua e struttura della birra possono modificare sensibilmente la sensazione finale.
“NEIPA significa semplicemente IPA torbida”
No. La torbidità è soltanto la caratteristica più evidente. Cambiano anche corpo, profilo aromatico, ricetta e gestione dell'amaro.
“Double IPA significa il doppio degli IBU”
No. “Double” identifica una IPA più intensa e alcolica, non una formula matematica applicata all'amaro.
“DDH significa Double IPA”
No. DDH significa Double Dry Hopped e riguarda la tecnica di luppolatura. Una DDH IPA può avere tranquillamente una gradazione normale.
“Cold IPA significa IPA servita molto fredda”
No. Il nome riguarda l'impostazione produttiva e il profilo della birra, non la temperatura alla quale dovrebbe essere bevuta.
“Cryo IPA è uno stile”
No. Cryo identifica un particolare prodotto derivato dal luppolo. Può essere utilizzato per produrre molte tipologie differenti di IPA.
Quanti tipi di IPA esistono davvero?
Dare un numero preciso avrebbe poco senso.
L'universo IPA continua a evolversi e, soprattutto, non tutte le denominazioni hanno lo stesso significato.
Possiamo però individuare alcune famiglie ormai molto riconoscibili:
English IPA, American IPA, West Coast IPA, Hazy IPA / NEIPA, Session IPA, Double IPA, Cold IPA, New Zealand IPA e diverse Specialty IPA.
Accanto a queste esistono interpretazioni consolidate ma meno rigidamente formalizzate, come Modern IPA, Micro IPA e Triple IPA.
E poi esistono descrittori come DDH, TDH, Single Hop, Fresh Hop, Cryo o Thiolized, che possono essere applicati a più tipologie differenti.
Proviamo a decifrare un'etichetta
Una DDH Single Hop Hazy DIPA può sembrare il nome di un nuovo stile incomprensibile.
In realtà ci sta dicendo semplicemente che abbiamo davanti una Double IPA di impostazione Hazy, costruita attorno a una sola varietà di luppolo e sottoposta a una luppolatura a freddo particolarmente importante.
Come scegliere la tua IPA
Le tre lettere IPA contengono oggi mondi molto diversi, ma per scegliere una birra non serve conoscere a memoria ogni sottocategoria.
Basta partire da qualche domanda semplice.
- La preferisci secca o morbida?
- Cerchi un amaro deciso oppure soprattutto profumi fruttati?
- Vuoi una birra leggera e bevibile o intensa e alcolica?
- Ti incuriosiscono le IPA limpide o preferisci il mondo delle Hazy?
Se cerchi secchezza e amaro, puoi partire da una West Coast. Se preferisci frutta e morbidezza, una Hazy o una NEIPA. Se vuoi mantenere il carattere del luppolo contenendo l'alcol, prova una Session. Se invece cerchi intensità, Double e Triple IPA aprono un altro capitolo.
E quando sull'etichetta trovi termini come DDH, Cryo o Single Hop, ricorda che spesso non stai leggendo il nome di un altro stile: stai semplicemente scoprendo qualcosa in più su come quella IPA è stata costruita.
FAQ sui diversi tipi di IPA
Qual è la differenza tra American IPA e West Coast IPA?
American IPA è una categoria più ampia. La West Coast IPA rappresenta un'interpretazione particolarmente secca, chiara e orientata verso un forte carattere del luppolo e un amaro netto.
Che differenza c'è tra NEIPA e Hazy IPA?
I due termini vengono spesso utilizzati quasi come sinonimi. NEIPA richiama l'origine New England di questa interpretazione, mentre Hazy IPA è diventata una definizione più generale per le IPA torbide, morbide, molto aromatiche e con amaro generalmente meno aggressivo.
Qual è la IPA meno amara?
Non esiste una regola assoluta, ma Hazy IPA e NEIPA tendono ad avere un amaro percepito più morbido rispetto a West Coast e molte American IPA.
Qual è la differenza tra Session IPA e Micro IPA?
La Session IPA è una versione meno alcolica della IPA ed è una categoria abbastanza consolidata. Micro IPA è un termine meno formalizzato, utilizzato normalmente per birre ancora più leggere, spesso sotto il 4% vol.
Che differenza c'è tra Double IPA e Triple IPA?
La Double IPA è una IPA forte e intensamente luppolata, generalmente compresa tra 7,5 e 10% vol. secondo il BJCP. Triple IPA è una definizione meno formalizzata utilizzata per interpretazioni ancora più forti, spesso attorno o oltre il 10% vol.
DDH IPA è uno stile?
No. DDH significa Double Dry Hopped e descrive la luppolatura a freddo. La tecnica può essere utilizzata per West Coast IPA, Hazy IPA, Double IPA e molte altre tipologie.
Cold IPA e IPL sono la stessa cosa?
Non esattamente. Entrambe possono utilizzare tecniche legate al mondo lager, ma la Cold IPA nasce con l'obiettivo specifico di ottenere una IPA estremamente secca, pulita e fortemente luppolata. Una IPL può essere descritta più genericamente come una lager intensamente luppolata.
Cryo IPA significa che la birra viene prodotta a freddo?
No. Cryo si riferisce a un particolare prodotto concentrato ottenuto dal luppolo. Non indica né la temperatura di fermentazione né uno stile specifico.
Il modo migliore per capire le IPA? Assaggiarle e confrontarle
West Coast, Hazy, Session, Double: dietro la stessa sigla possono nascondersi birre profondamente differenti. Conoscere le definizioni aiuta, ma è il confronto nel bicchiere a far capire davvero quanto può essere vasto il mondo delle IPA.
Nulla da dire, buonissima blanche aromatizzata dal sapore che può anche...